COMPONENTI DEL CLIL

 

DISCIPLINE

Benchè discipline diverse offrano vantaggi diversi e siano più adatte per gruppi specifici di allievi, tutte le materie possono essere oggetto di insegnamento in una LS.

Nel CLIL si può partire anche da livelli elementari di competenza nella LS. E’ preferibile scegliere materie che si basano principalmente sulla comunicazione verbale solo dopo che ci sia una buona conoscenza della LS da parte degli studenti. Le materie che non fanno ricorso solo alla comunicazione verbale, ma che fanno anche uso di materiali visivi, grafici, diagrammi ecc. possono essere affrontate anche in mancanza di una buona competenza linguistica.

Pensando alla situazione scolastica del Liceo Scientifico N. Tron, possiamo dire che è meglio introdurre la lingua veicolare con discipline più astratte nel corso del triennio, mentre nel caso di materie pratiche si può, già nel biennio, fare un buon lavoro, perché l’input è reso comprensibile attraverso elementi extralinguistici.

LINGUE

Tutte le lingue potrebbero essere, a livello teorico, valide per poter essere proposte, però è bene che si valutino alcuni parametri per decidere praticamente quale sia la lingua o le lingue più adatte per una determinata realtà.

L’inglese non deve essere lunica lingua dei programmi CLIL, anche se, per il ruolo dell’inglese come lingua di comunicazione internazionale e di aggiornamento scientifico, la pressione dei genitori e della comunità a favore di questa lingua può essere molto forte.

In termini di opportunità geografica può essere consigliabile scegliere una lingua parlata nelle regioni limitrofe: nel Veneto, ad esempio, può essere utile inserire il tedesco.

SCUOLA

I ricercatori incoraggiano la sperimentazione con diverse materie, con vari approcci metodologici e con studenti di età differenti. L’attuazione del CLIL varia anche in relazione alla tipologia della scuola interessata.

L’inserimento del CLIL nel curriculum scolastico aumenta il rilievo dell’apprendimento delle LS in tutto listituto, permette di affrontare le discipline da una prospettiva diversa e con una nuova consapevolezza contribuendo allo sviluppo della scuola nel renderla rispondente ai bisogni locali.

STUDENTI

Il CLIL non deve essere considerato una forma di istruzione elitaria: tutti gli studenti possono generalmente trarre profitto da tale approccio, indipendentemente dalle loro capacità cognitive.
Tra i principali vantaggi il CLIL porta ad un maggior coinvolgimento e aiuta gli allievi ad accrescere la propria motivazione. attraverso il carattere attivo e cooperativo della didattica. Il CLIL aiuta ad aumentare la fiducia in sé stessi, l’autostima, l’autonomia nello studio ed insegna ad avere maggiori capacità organizzative. Grazie alle condizioni di apprendimento più favorevoli il CLIL aiuta ad imparare ad apprendere in sintonia con i diversi stili di apprendimento degli studenti.

DOCENTI

La competenza in LS da parte del docente disciplinarista, non necessariamente di alto livello, determina diverse tipologie di approccio didattico:

– un solo insegnante: è il caso dei docenti con doppia abilitazione in una LS e in una disciplina.

– due insegnanti (lingua e disciplina) in compresenza:
a. la lezione viene svolta dai due docenti che si alternano in LS. Viene prevista la possibiltà per il docente disciplinarista di intervenire in lingua madre qualora si rendesse necessario per chiarire difficili nodi concettuali, ma solo dopo aver tentato di favorirne la comprensione tramite la LS con parafrasi, riformulazioni, esemplificazioni ecc.
b. la lezione viene svolta interamente dal docente di LS alla presenza del docente di disciplina. Il docente di LS funge da mediatore e trasmettitore di concetti inerenti la disciplina precedentemente definiti e organizzati in collaborazione con lesperto disciplinarista. Quest’ultimo interviene in lingua madre nei casi di difficile o ambigua comprensione in LS.

– due insegnanti non in compresenza: alcune lezioni possono essere tenute nella LS dal docente di lingua che cura in particolare lapprendimento del lessico specifico e che riprende in LS gli aspetti della disciplina già noti agli studenti perchè precedentemente introdotti dal docente disciplinarista in lingua madre. In questo caso la collaborazione tra i due docenti esterna al lavoro di classe diventa elemento indispensabile anche per monitorare lo svolgimento di quanto predisposto assieme.

– scambio di insegnanti: un insegnante italiano di una materia va allestero e insegna la sua disciplina in italiano, mentre l’insegnante di quel paese viene in Italia.

– organizzazione di moduli Internet a gruppi: predisporre degli incontri su piattaforme on-line a spazio chiuso dove un insegnante disciplinarista madrelingua interagisce con gli studenti proponendo attività, discussioni e relazioni in LS.

E’ auspicabile che i docenti coinvolti sviluppino buone capacità di lavoro d’èquipe, poiché una cooperazione iniziale ed in itinere tra insegnanti di materie non linguistiche e specialisti in LS è fondamentale per ottenere risultati positivi nel CLIL. Ciò implica coordinamento, diplomazia e desiderio di lavorare in armonia con i colleghi, in modo da assicurare un rapporto di cooperazione reciproca, evitando possibili incomprensioni dovute al rischio di percepire il CLIL come un’ingerenza nel proprio lavoro.

La collaborazione tra docenti può portare a dei buoni risultati perché si realizza uno scambio reciproco e si riescono a superare le incertezze: quelle del docente della materia che non si sente all’altezza a livello linguistico, quelle dell’insegnante di LS che ritiene di non conoscere in modo adeguato ed approfondito gli argomenti che riguardano la disciplina.

Entrambi i docenti sono impegnati a fare delle scelte e precisamente:
– selezionano i nuclei fondamentali delle proprie discipline;
– stabiliscono gli obiettivi del corso;
– prevedono la possibilità di cambiamenti in itinere con una certa flessibilità;
– formulano il piano di lavoro in comune sulla base delle proprie competenze;
– prevedono le possibili difficoltà.

Tra i principali vantaggi il CLIL offre la possibilità ai docenti coinvolti di condividere le loro conoscenze individuali con un reciproco miglioramento professionale, potendo beneficiare di programmi di scambio e di incentivi economici.